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Qui trovi un po' di messaggi, saluti e qualche spunto per iniziare il cammino.

Pellegrini da mezzo secolo

Un cammino di 50 anni accompagnati per mano da tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo II, Francesco

Logo di Fede e Luce L'équipe del pellegrinaggio
Pompei 2025

Roma 1975 e poi Assisi e ancora la capitale, fino a questo pellegrinaggio al Santuario di Pompei. Abbiamo iniziato con la benedizione di papa Paolo VI, siamo stati accompagnati dalle preghiere di papa Giovanni Paolo II, abbiamo raccolto l'invito di papa Francesco a essere "lievito nella Chiesa e nella società". E andiamo avanti, continuando a cercare di fare "quel che lo Spirito ci dirà". Come comunità di Fede e Luce siamo in cammino in Italia da 50 anni, una cifra che mette soggezione, che stimola riflessioni su passato, presente e futuro...

"Grandi cose ha fatto per noi": ha rovesciato schemi e logiche ormai datate, ha ribaltato la prospettiva, ci ha aiutato a capire che il più fragile sa essere protagonista...

Un grazie speciale a tutti voi, che avete accolto l'invito a ritornare pellegrini; alle comunità della Campania che ci accolgono; agli scout e a tutti coloro che ci hanno dato una mano a superare ostacoli...

Un viaggio spirituale

Una riflessione di Padre Benoit sul significato profondo del pellegrinaggio alla Madonna di Pompei

Foto di Benoit Malvaux Padre Benoit Malvaux
Assistente ecclesiastico nazionale

La grande famiglia di Fede e Luce Italia è riunita in pellegrinaggio al Santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario, meglio nota con il nome di "Madonna di Pompei", fatto per noi, in più di 50 anni di esistenza. Non si tratta di una semplice gita, ma di un'iniziativa propriamente spirituale, di cui vale la pena approfondire il significato.

Innanzitutto, siamo partiti in pellegrinaggio. Questa parola viene dal latino "peregrinatio", che esprime il desiderio di viaggiare lontano. Ma questo viaggio non si fa per il semplice piacere di scoprire terre sconosciute. È un viaggio religioso, compiuto abitualmente verso un luogo sacro, per ringraziare il Signore, per fare penitenza, o per approfondire la fede o il senso della vita. Il cammino esteriore che compie il pellegrino è così al servizio di un altro cammino, più fondamentale, che si compie all'interno di sé stesso.

In questi giorni di pellegrinaggio, il nostro viaggio interiore sarà innanzitutto di ringraziamento al Signore per il bellissimo regalo di cinquant'anni di esistenza di Fede e Luce in Italia. Potremo così fare nostre le parole di lode al Signore pronunciate da Maria nel Magnificat. Al sentire le parole di Elisabetta, Maria ha ringraziato Dio per la presenza di Gesù in lei. Anche noi possiamo rendere grazie per la presenza di Dio nella vita delle nostre comunità e nella vita di ciascuno di noi, che ci ha permesso di vivere tante belle e grandi cose.

In questo senso, è bello che la meta del nostro pellegrinaggio sia proprio un santuario dedicato alla Madonna, e più specificamente alla Madonna del Rosario, che prega il suo Figlio per noi e con noi. Potremo anche ringraziare la Madonna per la sua intercessione e pregarla di continuare a chiedere a Gesù che benedica le nostre famiglie e le nostre comunità.

Dire grazie insieme

Il ringraziamento generazionale di Pietro Vetro per i doni ricevuti e la missione da continuare

Foto di Pietro Vetro Pietro Vetro
Presidente Fede e Luce APS

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode

Sal 79, 13

Carissimi amici,
in questi giorni ci ritroviamo a Pompei per rendere grazie al Signore dei grandi doni che ci ha dato: i nostri amici fragili, i loro genitori, i loro fratelli e le loro sorelle, tutti i compagni di cammino che ci ha fatto incontrare a Fede e Luce, in Italia, ma anche a Cipro, in Grecia, in Albania, in Croazia, in Slovenia... Lo ringraziamo perché siamo tutti singoli passi di un lungo cammino, che è quello di Fede e Luce, iniziato dai nostri fondatori e che noi, nel nostro piccolo, con quel poco che abbiamo, contribuiamo a mantenere vivo.

Ricordo ancora la mia prima riunione con la comunità di Fede e Luce cui appartengo, Santa Croce: si parlò immediatamente di un pellegrinaggio che avrebbe avuto luogo poco tempo dopo: quello di Lourdes. Sette mesi dopo, eravamo in viaggio. Ho ricordi molto vividi di quei giorni: 20 ore di viaggio in un treno bollente tutto per noi, poi l'impatto con la cittadina e tutti i suoi gadget sacri, la Spianata, la Prateria e la Chiesa di Santa Bernardette, 15.000 pellegrini da tutto il mondo, ognuno con un proprio poncho colorato, la prima Lavanda dei Piedi in albergo con le persone della mia comunità, la prima volta che sentii la canzone "Son io a far comunità" (in francese), la visita alla grotta, l'immersione nelle vasche con Corrado, le funzioni celebrate con cristiani di altre confessioni insieme a Federico, il lungo viaggio di ritorno passato a chiacchierare fino a tardi sorseggiando cappuccino solubile e Tavernello. Alla fine ero talmente felice che sentii l'esigenza di scrivere una lettera a tutti i miei amici raccontando quello che mia moglie e io avevamo sperimentato e concludendo con "Essere entrati a Fede e Luce nel 2000 per me e Ilaria è stata veramente una gran botta di fortuna" (in realtà utilizzai un altro termine, ma diciamo che è meglio scrivere così).

Ero entrato in Fede e Luce già adulto, sposato, a differenza di tanti che frequentavano (e che ancora frequentano) la comunità di Santa Croce. Mi sono sempre sentito parte di un'altra generazione, anche se non anagraficamente: quella delle persone entrate a Fede e Luce "dopo". In quanto parte di una generazione successiva, ho percepito la fortuna di poter osservare il Movimento con occhi "nuovi", la consapevolezza di essermi perso tantissime cose, il compito di portare avanti, anzitutto come membro della comunità di Santa Croce, il cammino che era stato iniziato prima del mio arrivo... "di generazione in generazione".

Ho partecipato ad altri pellegrinaggi a Fede e Luce: ad Assisi, a Loreto (quando ci eravamo già separati nelle tre Province), di nuovo ad Assisi e adesso a Pompei. Ho condiviso il mio cammino con tantissime persone che ora ci guardano dal Cielo, verso cui provo una profonda gratitudine per ciò che hanno detto, scritto, fatto, testimoniato: Mariangela Bertolini, Stefano Di Franco, Anna Giulia Balzarini, Corrado Fontani e tanti altri. È anche per proseguire quello che loro hanno iniziato che, quando mi si chiede di accettare una responsabilità, rispondo con un "sì": perché appartengo a una generazione successiva alla loro e il modo migliore di ringraziarli è contribuire nel mio piccolo perché quello che è stato il loro sogno, quel cammino di tanti piccoli passi, prosegua.

Un pellegrinaggio è anzitutto un momento di ringraziamento, scrivevo all'inizio. Per questo è importante non dimenticarci mai della nostra storia, di chi ci ha preceduto ed ora non è più con noi ma ci indica comunque la direzione da prendere. Ma un pellegrinaggio è anche un momento per fermarsi a riflettere sul futuro: 50 anni non sono pochi; non siamo più ragazzini e viviamo in un mondo profondamente diverso rispetto a quando Fede e Luce è nata. Ormai è tempo che un'altra generazione, anche lei provvista di "occhi nuovi" e nello stesso tempo con la piena consapevolezza della nostra storia, prenda il timone di questa nostra barca.

Concludo con un desiderio personale: quello di ringraziare coloro che mi hanno preceduto nel ruolo di Presidente dell'Associazione Fede e Luce in Italia per tutto quello che hanno fatto: Enza Gucciardo, Paolo Tantaro e Angela Gattulli... compagni di viaggio ancora oggi sempre presenti.

Un puzzle di ricordi e volti

I coordinatori delle tre province riflettono sul passato e il futuro di Fede e Luce

Foto di Liliana Ghiringhelli Liliana Ghiringhelli
Coordinatrice di Un Fiume di Pace

Foto di Fabio Bronzini Fabio Bronzini
Coordinatore di Kimata

Foto di Vito Giannulo Vito Giannulo
Coordinatore di Mari e Vulcani

Che bello essere qui a decine, a centinaia di amici! Arrivando a Pompei – e non solo nel breve tempo del viaggio, ma in tutti questi lunghi e faticosi mesi di preparazione – abbiamo scalato una montagna di ricordi degli altri pellegrinaggi a cui abbiamo partecipato. Io ricordo mio padre seduto sull'erba davanti alla grotta di Bernadette in una delle ultime stagioni serene della sua vita, tu ricordi Chicco indomabile nel poncho azzurro, tu invece ricordi i greci e i ciprioti quasi quindici anni fa, e mai avresti immaginato che sarebbero diventati così amici, e tu, tu... Tutti uniti, mettiamo insieme un puzzle di migliaia di tessere con i volti di chi era a Lourdes, ad Assisi, a Loreto, in piazza San Pietro.

Questo è il nostro passato: cinquant'anni che possono essere fardello o benzina, peso o stimolo. Dipende da noi. Chi c'era da più tempo ricorderà che abbiamo sempre detto che Fede e Luce serviva ad aiutare le famiglie a portar fuori dal chiuso delle case la propria sofferenza e a dare alle persone con disabilità la possibilità di esprimere completamente la propria personalità. Questo vale ancora? In alcuni contesti, sì. Ma, in generale, molto meno di prima. La società è cresciuta – magari anche grazie a Fede e Luce! – le famiglie hanno più accompagnamenti, i ragazzi hanno più occasioni di socialità. Allora a che serve oggi Fede e Luce? Le comunità, tutti noi, conosciamo pezzetti di risposta a questa domanda e in questi giorni li metteremo insieme. Sarà il puzzle del futuro, un pieno di gioia e di serenità da trasmettere a chi ci sta accanto, quando torneremo a casa.

Restiamo aperti al soffio dello Spirito

L'augurio del coordinatore internazionale di FL: una celebrazione internazionale che guarda al passato per costruire il futuro

Foto di Raul Izquierdo Garcia Raul Izquierdo Garcia
Coordinatore internazionale

Care sorelle e cari fratelli delle comunità di Fede e Luce d'Italia che vivono questo pellegrinaggio, cari pellegrini che vi unite da Albania, Cipro, Grecia e anche da Slovenia e Croazia, celebriamo un evento importante per le comunità di Fede e Luce d'Italia, nientemeno che i loro 50 anni di storia. CONGRATULAZIONI! È una celebrazione che guarda al passato per collocarsi nel presente e proiettarsi verso il futuro. Questi 50 anni sono un dono di Dio, un dono unico e prezioso per il quale una sola parola sgorga dai nostri cuori in risposta a tanto bene ricevuto: grazie!!!

Dai primi passi mossi a Roma da Mariangela Bertolini e dal primo pellegrinaggio del 1975 con Papa Paolo VI fino ad oggi quanti ricordi ed esperienze! Guardare indietro suscita tante emozioni. Molte persone sono già passate tra le braccia del Padre, persone che ci hanno insegnato tanto, che abbiamo abbracciato, con cui abbiamo condiviso gioie e lacrime. Persone con disabilità intellettive, padri e madri, amici... Tutti hanno lasciato un segno indistruttibile nella nostra storia e ci mancano. Sappiamo che la morte fa parte della vita e confidiamo, come ci ricorda San Paolo, che nulla può separarci dall'Amore di Dio, nemmeno la morte.

Tanti prima di noi hanno fatto parte di Fede e Luce e sono stati chiamati dal Signore a far parte di una comunità. Grazie al loro Sì alla Sua chiamata noi siamo qui oggi. Come potremmo non avere un ricordo commosso e grato di tutti loro! Ognuno di loro è stato un tesoro per Fede e Luce in Italia. Possono così sorgere sentimenti di nostalgia e una certa tristezza, ma non mancano gioia e speranza. Abbiamo tanti motivi per ringraziare Dio per ciò che abbiamo vissuto! Tanti incontri nelle nostre piccole comunità, a cui abbiamo partecipato fedelmente anche sotto la pioggia, col freddo, con il caldo o con il vento impetuoso. Quante volte abbiamo pregato insieme, lodando o rendendo grazie al Dio della Vita e quante volte ci siamo riuniti attorno al pane e al vino dell'Eucaristia, creando fraternità e legami nati da Dio stesso. Quanti abbracci, baci, sguardi e sorrisi dei nostri amici con disabilità intellettive che ci hanno ricordato che in qualche modo sono più vicini al cuore di Dio e che anche noi abbiamo delle disabilità, come la durezza del cuore o tante paure che troppo spesso ci bloccano. Quanti progetti condivisi e sogni a lungo attesi, alcuni dei quali realizzati. Quante difficoltà e sfide, quelle che non si sono potute portare a termine e quelle che si sono realizzate, anche se all'inizio sembravano quasi impossibili.

Sì, lo Spirito Santo ci ha donato veri amici e una vera famiglia. Sicuramente ognuno di voi potrebbe elencare i doni ricevuti a Fede e Luce, come l'accettazione di noi stessi con le nostre debolezze e fragilità o una migliore comprensione del messaggio centrale del Vangelo. Ognuno di voi avrebbe nella sua lista molti nomi specifici, di persone reali, di incontri personali inaspettati o di esperienze uniche. Quante canzoni cantate insieme, quante risate, quanto tempo vissuto in fedeltà, ma anche le nostre delusioni, le pietre che pesavano troppo, le paure che a volte ci hanno paralizzato...

Dobbiamo pensare al momento che stiamo vivendo. Celebrare è riconoscere che qualcosa di buono è accaduto: vogliamo renderne grazie insieme. Il presente è concentrarsi su ciò che sto facendo ora. Quale momento migliore di questo per ricordare il detto latino "Carpe Diem", come invito ad approfittare del presente di fronte alla fugacità del tempo. E il presente è anche pieno di persone vere, come sono e non come vorrei che fossero, con le loro storie personali, i loro doni e le loro fragilità. Voler vivere la nostra vocazione come comunità di Fede e Luce nel presente significa essere aperti al soffio dello Spirito e ascoltarlo in ogni momento.

A Fede e Luce ci piace godere delle cose semplici della vita, come bere qualcosa insieme, fare una passeggiata o pregare. Un messaggio WhatsApp incoraggiante, un abbraccio sincero o una canzone allegra sono tutte occasioni che dobbiamo continuare a coltivare con creatività e determinazione. Questa celebrazione del vostro cinquantesimo anniversario non può limitarsi a ripensare nostalgicamente al passato, cedendo alla tentazione di pensare che tutto fosse migliore prima. Il meglio deve sempre venire. E questo è il futuro, che sembra non arrivare mai, ma che non possiamo fare a meno di anticipare e desiderare. Non poniamo barriere ai nostri sogni! Deponiamoli nella nostra preghiera ai piedi del Signore, affinché i suoi sogni siano ogni volta i nostri.

Abbiamo sempre idee, progetti, proposte... a volte ciò che ci manca è il tempo per realizzarli o le persone che ci danno una mano. In Fede e Luce, in Italia e nel resto dei Paesi che partecipano a questo pellegrinaggio, lo sapete bene: tanti anni di storia non si sono realizzati da soli, ma hanno richiesto tante persone, grande impegno e duro lavoro. Il futuro delle nostre comunità potrebbe essere possibile con persone che continuano ad ascoltare la chiamata di Dio a far parte di questa famiglia, il cui cuore è rivolto alle persone con disabilità intellettive, capaci di dire , come Maria di Nazareth. Perché siamo stati chiamati a far parte della famiglia di Fede e Luce non per i nostri meriti o le nostre capacità, ma per pura grazia di Dio. E, come Maria, non abbiamo tutto chiaro e siamo tormentati dalla paura e dalla sfiducia. Ma alla fine, siamo chiamati ad avere fiducia e a dire SÌ al sogno di Dio per noi, che ci conosce così bene e ci ama così tanto. Che possiate fare per voi in questi 50 anni di storia condivisa. Uniti in Gesù.