Sabato 25 ottobre 2025 Antonio Ferrante, Marco Colangione, Mario Arena (amico di Don Bosco) ed io siamo arrivati alle 17/17:20 a Montefalco (in provincia di Perugia) e, più, nello specifico, presso il Monastero Agostiniano di Santa Chiara di Montefalco, per trascorrere un magnifico week-end fuori Roma con gli amici del gruppo Fede e Luce Don Bosco.
Di questo week-end mi ha profondamente colpito l’ospitalità di suor Maria Ilaria Di Bernardo, ex medico interno che, per via della sua predisposizione verso il prossimo, nel 2017 ha scelto di prendere i voti per diventare suora: una figura subito apparsa simpatica, cordiale e accogliente.
Indimenticabile il cerchio serale di sabato, tenutosi dopo una ricchissima cena a buffet, condiviso con le consorelle provenienti da tutta Italia, tra cui due postulanti — aspiranti suore prima del noviziato — che mi hanno particolarmente colpita: Stefania, 41 anni, ex insegnante di sostegno per ragazzi con disabilità, e Maria Pia, 22 anni, entrambe portatrici di una vocazione viva e sincera.
Ho ritrovato con gioia gli amici del gruppo Fede e Luce Don Bosco, e conosciuto Alessandra Ceccacci, ex responsabile della comunità prima di Antonio, con i quali ho vissuto momenti di leggerezza e condivisione che mancavano da tempo.
Particolarmente preziosa è stata la compagnia di Leda Rutigliano e Federica, madri dei tre bambini del gruppo, con le quali ho avuto modo di condividere la stanza e scambiare gesti di simpatia e cordialità.
Tra i momenti più intensi, la visita alla chiesa del Santuario di Santa Chiara di Montefalco, nella mattina di domenica 26 ottobre 2025: uno spazio sacro dedicato alla santa agostiniana, scomparsa il 17 agosto 1308, dove affreschi vividi ne raccontano la vita e statue di angeli in marmo e oro vegliano silenziosi, come presenze eterne.
Durante la messa delle ore 11, celebrata presso la parrocchia di San Bartolomeo in Montefalco, ci siamo sentiti profondamente vicini a Dio. La liturgia verteva sul contrasto tra farisei — stimati per la loro rigorosa osservanza della legge mosaica — e pubblicani, ebrei malvisti per la loro collaborazione con l’Impero romano nella riscossione delle tasse.
Verso le 12:30, il nostro gruppo è rientrato in convento per il pranzo. Durante il pasto, tra chiacchiere leggere e momenti di condivisione, abbiamo parlato del più e del meno, accennando anche al possibile rientro a Roma previsto per le 15:30, tenendo conto del traffico.
Dopo il pranzo condiviso, suor Ilaria ci ha donato un pensiero personale: piccoli doni, offerti con la sua consueta generosità, rivolti a me, Cecilia, Diego e Chiara.
In segno di gratitudine, ciascuno ha lasciato un pensiero sul registro del convento, che esprimevano tutto il riconoscimento per il week-end appena vissuto e un ringraziamento speciale per la sua accoglienza generosa e la sua presenza luminosa, per poi concederci una passeggiata finale fino al negozio Artigianato Belgliè, il cui nome richiama il canto conclusivo attribuito a Santa Chiara da Montefalco, intonato prima di lasciare la vita terrena. È stato lì, davanti a quel luogo evocativo, che ci siamo congedati da lei — dalla santa, dal week-end, dal cerchio vissuto — verso le ore 16:20, momento in cui abbiamo intrapreso il rientro a Roma.
Mi auguro che week-end come questo possano ripetersi, — non solo per il buon cibo condiviso, ma come nuovo gesto, nuova soglia, nuova alleanza. Perché ciò che abbiamo vissuto non è solo passato: è memoria attiva, formula di ritorno, invocazione gentile.




