Domenica 5 luglio 2026 è venuta a mancare Marilena Bonfante: moglie, mamma e amica. Marilena mamma di Massimo, a Fede e Luce da tantissimi anni con il marito Luigi e l’altro figlio Michele. Inseriti fin dall’inizio nel gruppo di Gratosoglio, hanno sempre frequentato gli incontri così da avere tantissimi amici sparsi nei vari gruppi. Marilena sapeva dare i giusti consigli al momento giusto. La sua morte è stata una sorpresa un po’ per tutti. Ora veglierà da lassù i suoi gioielli e tutti noi.
Ho conosciuto Marilena a Fede e Luce nell’ottobre del 2005 durante una castagnata per festeggiare l’inizio anno e mi ha dato subito l’idea di una donna forte, risoluta, positiva e piena di energia. Vorrei testimoniare la mia conoscenza e amicizia con Marilena attraverso tre ricordi personali.
Fede e luce aveva organizzato per festeggiare il Capodanno (se non sbaglio nel 2007) una gita a Mondovì di qualche giorno. L’incontro alla fermata del tram era prestissimo e per evitare di arrivare in ritardo o non arrivare proprio, ero stata sveglia tutta la notte. Con il passar del tempo il sonno e la stanchezza iniziarono a farsi sentire, specie dopo pranzo. Nel pomeriggio andammo tutti a fare una passeggiata per il paese e poi di fermarci in un bar a prendere una cioccolata calda per riscaldarsi. Faceva freddo e le mie palpebre si abbassavano nonostante io lottassi per tenerle aperte. «Dai Eugenia, su, su, reagisci, forza!» mi disse Marilena con energia e risolutezza. Già, lei era una tosta, una che non si arrendeva mai e non si dava mai per vinta per nessun motivo. Grande!
Nel 2007 dovetti andare in ospedale per un intervento ed ero sia preoccupata per l’esito che triste poiché, essendo sola, non c’era nessuno che si preoccupasse di me o potesse venirmi a trovare. Tenevo questa tristezza dentro di me. Un sabato sera dopo una pizzata, quando oramai tutte le famiglie con i ragazzi erano andate via ed eravamo rimasti noi amici che ci fermavamo a mettere a posto all’uscita mentre ci salutavamo, c’erano Giorgia e Fausto, la Rosa, Antonia e Rinaldo e mi pare anche Cristina, dissi che avevo bisogno di parlare per una richiesta: «Lunedì io sarò ricoverata perché dovrò sottopormi ad una operazione ma ho un po’ paura e allora vi chiedo, per piacere, voi che avete una fede più forte e salda della mia di pregare per me. Voi avete più confidenza con Dio e saprete trovare le parole più giuste per raccomandargli la mia salute rispetto a me che per tanti anni sono stata lontana dalla chiesa». Gli amici rimasero stupiti… «Tranquilla Eugenia penseremo noi a pregare per te».
Nei giorni seguenti mi arrivarono da tutto il gruppo messaggi d’incoraggiamento, di essere forte e di promesse di pregare per la mia salute.
Un sabato pomeriggio dopo pranzo – per modo di dire ero a dieta – stavo facendo un pisolino e squilla il telefonino; rispondo e sento una voce squillante che mi dice: « Ciao, sono Marilena, sono qui nel cortile del San Raffaele, sono venuta a trovarti ma non so come fare per venire in reparto da te, come devo fare? Dove devo andare?». Così le diedi le indicazioni necessarie e dopo cinque minuti era vicina al mio letto con il suo dolcissimo sorriso carico di energia e di vita: «Ho lasciato Massimo in oratorio a Fede e Luce e ho fatto una scappata qui da te a trovarti. In oratorio c’era la casetta e ho affidato Massimo a loro per qualche ora, giusto il tempo di venir a farti visita».
Oh, cara Marilena, aveva lasciato Massimo la “luce dei suoi occhi” da cui non si staccava mai affidandolo agli amici di Fede e Luci, mani sicure certamente, per venire a trovare me che conosceva appena da due anni. Inutile dire come quella visita inaspettata, con quella signora dai capelli bianchi piena di energia, vitalità e sorridente, abbia tirato su il mio spirito fino ad allora pieno di mestizia: una gru che mi ha portato da terra fino in cielo, vicino al sole, alla luce e a Dio. Una piccola cosa che lascia capire come lei, anche nella vita, fosse ispirata dagli insegnamenti di Gesù e abbia messo in pratica opere di misericordia corporale andando a “visitare gli infermi (e malati)”. È proprio vero che le cose che non ci aspettiamo, oltre a farci doppiamente piacere, ci arrivano come un dono prezioso!
Marilena in chiesa con i figli sedeva nelle panche con Massimo a destra e Michele a sinistra; io dietro di loro, ma con diverse panche a dividerci.
Massimo tendeva a girarsi sempre indietro e lei, con molta pazienza, lo faceva voltare avanti; dopo avergli tolto il cappello gli aggiustava i capelli, gli sistemava il cappotto e la sciarpa e controllava sempre con amore che fosse in ordine. Pur avendo un’altezza discreta, Marilena era più bassa di Massimo, molto alto, molto magro e molto fragile. Marilena così dedita a quel figlio alto, magro e fragile mi ricordò improvvisamente la “Pietà” di Michelangelo: una Madonna che tiene stretto tra le braccia il corpo privo di vita ed esangue di questo figlio massacrato e lo guarda come solo una mamma sa fare, lo guarda con un amore tale come se attraverso quello sguardo amorevole potesse infondergli nuovamente la vita.
In quel momento ho capito che la sua accettazione di Massimo era come quell’abbraccio della Madonna a Gesù, un amore che non si arrende alle avversità, e alla sofferenza ma che, abbracciando il suo figlio fragile va avanti per la sua strada senza farsi scoraggiare, senza perdersi d’animo e soprattutto senza arrendersi mai. Come tante altre mamme di Fede e Luce che hanno accolto e portato avanti con amore i loro figli. Ad esempio la mamma della Paola che le ha insegnato ad essere una donna autonoma; Martina che portava con sé Marco sempre curato e gli insegnava a passare l’aspirapolvere a fare la polvere e la pasta fatta in casa; Graziella che quando viene con Alessandra sempre ben vestita, con il cerchietto intonato al vestito e la manicure perfetta, oppure Marisa anche lei sempre molto attenta nei confronti di sua figlia Barbara.
Marilena, spesso quando mi chiedevi come stavo e io mi lamentavo per i miei problemi di salute tu mi rispondevi: “Ah…sapessi, cara Eugenia, anch’io come mi sento, son piena di dolori, ma io devo star bene, ho Massimo, non posso ammalarmi”. Questo mi ha fatto riflettere sul tuo senso di responsabilità nei confronti di Massimo, sulla tua grande generosità che pensavi prima agli altri e poi a te stessa, al tuo spirito di sacrificio, alla tua abnegazione, alla tua forza, al tuo coraggio, alla tua resilienza. Portavi avanti tutto, nonostante la stanchezza, inevitabile, a testa alta e con un enorme, dolcissimo sorriso. Marilena, dietro quel fisico minuto, quei capelli bianchi e quel sorriso in realtà si nascondeva una guerriera. Hai combattuto, lottato strenuamente, hai portato avanti la tua battaglia senza mai cedere. Riposa in pace e ora che sei tra gli angeli continua a vegliare oltre che sui tuoi figli anche su di noi . Ti mando un abbraccio, fin Lassù.
Eugenia Di Vittorio

Per mamma
Dietro la sua semplicità c’era una delle persone più sensibili e generose che abbia mai conosciuto. Ha condiviso quasi 45 anni con papà Gianluigi, ha dedicato la sua vita a mio fratello Massimo e alle sue fragilità. Non l’ha mai vissute come un peso o non ce l’ha mai fatto intuire: l’ha vissuta come la sua strada. E quella strada, invece di rinchiuderla, l’ha aperta agli altri, seguendo da subito l’idea semplice di Fede e Luce.
Conoscendo altre famiglie che vivevano situazioni simili alla nostra, non si è mai tirata indietro. Ha sempre dato tutta sé stessa per aiutare chi ne aveva bisogno, senza fare rumore, senza aspettarsi nulla in cambio. Era il suo modo di stare al mondo.
Era anche una donna che aveva studiato, in anni in cui studiare, per una donna, non era affatto scontato. Ne era orgogliosa. E dei suoi studi alla Scuola del sole al Parco Trotter, in classe anche con Mariangela Melato, ha fatto qualcosa di concreto: ha lavorato prima per la Ricordi e poi come commessa in un negozio di lampadari, quelli veri, fatti come una volta, in ferro battuto, con le gocce di vetro e di cristallo che sembravano piccole gocce di luce sospese. Mi piace pensare che anche lì, in mezzo a quei lampadari, alcuni dei quali abbiamo ancora a casa, ci fosse qualcosa di lei: la cura per le cose fatte bene, per il bello che non è vanità ma rispetto. Perché mamma, pur essendo una donna semplice, ci teneva: al suo aspetto, ai vestiti, alle mani curate. Non era vanità: era il modo in cui diceva a sé stessa e al mondo che aveva dignità, cura di sé, anche nei momenti più difficili. Fino alla fine.
Se dovessi scegliere un’immagine per mamma, sceglierei un orologio e il tempo che rappresenta. Il tempo che ha dato agli altri, sempre, per tutta la vita. Il tempo che io stesso ho scelto di dedicarle in questi ultimi anni, quando le malattie sono arrivate, una dopo l’altra, e starle vicino è diventato un impegno quotidiano, fatto di piccole cose e di pazienza.
Mai vissuto come un sacrificio ma come un modo per restituirle, almeno in parte, tutto il tempo che aveva dato a noi. Però il tempo non basta mai. Non basta mai stare vicino a chi si ama. Come avevamo scelto per papà, anche per lei io e Massimo abbiamo messo musiche tratte da Mission e «Chopin al mio funerale non può mancare»… Come sempre succede, restano le cose che avremmo voluto ancora dirle, gli attimi che avremmo voluto ancora vivere insieme. Per questo, se posso lasciarvi un pensiero, è questo: il tempo che abbiamo per gli altri non è mai tempo sprecato. È l’unica cosa vera che possiamo davvero regalare a qualcuno. Mamma lo ha capito prima di tutti noi, e lo ha fatto per tutta la vita, senza clamore, con la semplicità di chi sa che amare significa esserci. Oggi quello stesso spirito continua nell’impegno della Fondazione Valtorta, che ha lo scopo di prendersi cura delle persone, proprio come lei lo ha fatto per tutta la vita.
C’è un’altra cosa che vorrei ricordare di lei, piccola ma non troppo: mamma ultimamente diceva sempre grazie. Per ogni singolo aiuto che riceveva, anche il più piccolo, anche quando ormai la fatica era tanta, trovava sempre la forza per dirlo. Non era un’abitudine, era un modo di guardare gli altri e riconoscere quello che facevano per lei. Da buon figlio, ho imparato anch’io a dirlo sempre, a mia volta.
Ed è per questo che voglio dirlo anche a voi. Grazie per l’affetto, la stima, l’onore e la gratitudine che dimostrate verso mamma. Lei lo avrebbe notato. Grazie, mamma, per il tempo che ci hai dato, e per averci insegnato a darlo, e a dirlo, a nostra volta, agli altri. Marilena è come se avesse vissuto per 150 anni, la vita sua e quella di Massimo insieme. Forse era davvero stanca, felice ma stanca.
Michele e Massimo
È stata una grande mamma, non mancava alle richieste dei suoi figli anche quando ormai aveva superato gli 80 anni. C’era con loro due in Duomo a farsi una fotografia, estate e inverno andava a vedere le Ferrari in esposizione che interessavano a Massimo. Si preoccupava che Michele stesse bene, del suo lavoro. Cucinava, era brava, non si stancava mai. Era un po’ più giovane di mia madre, che ho perso 32 anni fa. Però si somigliavano, devote alla famiglia, creative, con un senso estetico forte. Forse erano donne un po’ all’antica, ma capaci di essere moderne se necessario, e un po’ artiste.
Lidia ed Ema

Cara Marilena, sappiamo che sei nell’abbraccio misericordioso del Padre e continuerai ad abbracciare il tuo Massimo e a sostenere Michele. Sarai un angelo di gentilezza di Fede e Luce per sempre!
Ti ho conosciuta nel febbraio del 1997, quando un giorno sotto carnevale, con un’amica della mia mamma e madrina di battesimo di mia sorella Alessandra venivamo a vedere al Centro Vismara in via dei Missaglia le gare di atletica dei ragazzi con disabilità e, tra questi, c’era il nipote di questa signora e il tuo Massimo.
Lei mi presentò a te e parlando del più e del meno. Mi invitasti a venire a fare il carnevale con voi dicendomi «Senza impegno, vieni in Oratorio… noi siamo lì sabato prossimo al pomeriggio». Dopo una settimana sono venuta e mi sono trovata subito bene. Grazie a te Marilena non ho mai più lasciato Fede e Luce! Grazie a te mi sono fatta tanti amici. Fede Luce mi ha cambiato.
Patrizia Ibba

Marilena è stata una bella persona, ci ho parlato diverse volte a Cesenatico, una mamma stupenda per Massimo e Michele. In questi due anni di malattia, Michele è stato molto vicino alla mamma.
Maria Neri
Un giorno pieno di forti emozioni contrastanti: da un lato c’era il grande dolore per la perdita di una donna, di un’amica, di una mamma straordinaria. Dall’altro vi era la consapevolezza di un gruppo coeso, solidale, straordinario che si è mosso come fosse stato un pellegrinaggio in nome di un sincero, condiviso, unico sentimento di appartenenza ad un’unica famiglia sparsa che nelle occasioni importanti c’è e risponde, rivendicando uno stile di vita unico. Quello di Fede e Luce.
A Michele e Massimo dico: non siete soli contate su di noi, le nostra braccia sono sempre aperte per voi.
Sonia
Ciao cara Marilena, mi hanno chiesto di scrivere un pensiero per te e con gioia ho accettato. Siamo qui nella Chiesa di Maria Madre perché vogliamo ringraziarti in tutti questi anni sei stata presente, sempre col sorriso. Parlo a nome di tutti, sia tu che Luigi avete cresciuto due figli meravigliosi, Michele e Massimo. Noi come famiglia di Fede e Luce ti consideravamo un po’ la nostra mamma. Quanti anni passati insieme tra feste gite campi a Cesenatico, la gioia di fare festa! E quando veniva Massimo lo vedevamo felice. Ora sei un meraviglioso angelo vicino a tuo marito compagno di una vita. Un angelo che raggiunge gli altri amici. Grazie dei bei tramonti che ci facevi vedere.
Nora

Marilena era una donna semplice. L’ho conosciuta come giovane mamma che accompagnava Massimo alle gite dell’oratorio estivo quando ero bambina. Poi ci siamo conosciute meglio qualche anno dopo a Fede e luce. Quanto le piaceva lavorare con la sua macchina da maglieria e confrontarsi con le altre mamme. Le mamme “chiacchierine”, come le chiamava lei, che avevano voglia di chiacchierare fra loro durante gli incontri di Fede e Luce. Le piaceva conoscere il mondo: voleva ricevere cartoline da ogni posto in cui si andava e faceva la raccolta di strofinacci delle varie località visitate. Quante sere d’equipe abbiamo passato a casa loro. Aveva sempre un pensiero per ognuno. Ricordo anche i momenti d’incontro con le altre famiglie, i capodanni insieme e le cene a casa di Teresa e Pasqua. Per me poi è stata come una mamma e una nonna per Natan, come per tutti i bimbi passati da Fede e Luce. Durante le operazioni di Natan è sempre stata presente con una telefonata e un consiglio.
Era bello parlare con lei per le sue passioni tra cui anche la musica classica e l’arte, ma anche di vita quotidiana o della sua giovinezza e del suo incontro con Luigi, dei viaggi in moto, del suo lavoro. Anche se ora sei una stella in più che brilla nel cielo, qui sulla terra mancherai.
Cristina Viganò
Che bei tramonti colorati la sera dalla tua finestra, scattavi e ci mandavi.
Daniela Previato

Per me Marilena era una persona dolce e meravigliosa, una persona che sapeva voler bene.
Paola Gini
Marilena Donna Mamma Amica sempre presente che sapeva parlare con il cuore e anche solo un suo sguardo ti dava sicurezza e serenità. Ciao Marilena, guida i tuoi figli e tutti noi da lassù.
Lucia Pissavini

Per me Marilena era una persona molto bella e molto gentile, era, per me una seconda mamma che ti sapeva ascoltare.
Gina Gini
Ciao Marilena, ti penso nella pace serena e anche allegra. Ti ricordo con tanto affetto, sempre sorridente e ricca di bei consigli. Per tutti hai fatto tanto bene. Il Signore ti avrà accolto a braccia aperte.
Maria Goffi
Ciao Marilena, amica mia!
Quanti ricordi porterò con me: le nostre chiacchierate, le nostre telefonate, i momenti di pranzi o cene per le feste di compleanno. Sempre allegra e sorridente, la parola giusta al momento giusto. Conserverò i calendari con le foto dei tramonti che scattavi dal tuo balcone. Le inviavi e auguravi buona notte. Ti ho conosciuta appena entrata in Fede e Luce: tu e Max sempre presenti agli incontri, alle feste, ai pellegrinaggi, ai convegni, le vacanze a Cesenatico o altre gite. Ti piaceva metterti lo smalto alle unghie delle mani e dei piedi; a Cesenatico venivi con una pochette piena di smalti con tanti colori e ti divertivi in spiaggia a pitturare le unghie delle ragazze. Volevi essere sempre in ordine un tocco di rossetto e una piega ai capelli e via….che tipa! Hai sempre avuto un occhio per tutti ma soprattutto per i tuoi gioielli, Massimo e Michele, come li chiamavi tu, i tuoi punti di forza, la tua ancora di salvataggio. Hai sempre avuto una marcia in più. Mamma presente e combattiva, unica. Ottima consigliera. In tutto quello che facevi ci mettevi entusiasmo carica e grinta.
Da te ho imparato tante cose che conserverò nel mio cuore. Grazie per tutti i tuoi insegnamenti.
Flora

Non si potrebbe organizzare una mostra delle bellissime fotografie di Marilena? Io la ricordo come una donna che amava la vita e amava la sua famiglia. L’ho sempre vista con un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
Maria Teresa e Francesco Rotelli
Sei ancora con me… ti sento in ogni istante e porterò sempre nel cuore l’amore che mi hai dato, i tuoi sorrisi fatti con una tenerezza e un’autenticità uniche, la tua ironia, la tua innata predisposizione a dedicarti agli altri, anche nei momenti per te più difficili, le continue attenzioni e il tuo costante accertarti che tutti stessero bene e a loro agio, la tua bontà, la tua semplicità. Tutto questo ti ha resa unica e speciale. Ti voglio bene e so che sei ancora al mio fianco.
Alessandra Frige

Ho conosciuto entrambi i genitori di Massimo e Michele nel secolo scorso e, con loro, ho condiviso momenti belli e altri tristi. Ricordo le grigliate al Bosco in città, le feste, il sapore delle salamelle e delle castagne arrosto. Grazie Marilena per essermi stata vicina in tutti questi anni, sostenendomi nei miei momenti più difficili e nelle mie scelte spesso dolorose senza giudicarmi. Grazie per avermi fatto ridere con le tue battute e i nostri “spetteguless”. Grazie per essere ancora con noi, guardandoci dall’alto.
Graziella e Alessandra
Ho conosciuto Marilena nel 1994 quando sono entrato a Fede e Luce e mi sono sempre trovato bene con lei, era la mamma un po’ di tutti e anche una grande amica con cui confrontarsi. Malgrado per lavoro abbia dovuto lasciare Milano diversi anni fa, ricordo quando mi raccontava dell’esperienza del pellegrinaggio di FL a Lourdes nel 1991 e dei poncho del pellegrinaggio con le firme di tanti amici da tutto il mondo. E la ricordo anche insieme al suo Luigi, una persona tanto speciale anche lui. Mi ritengo tanto fortunato ad avere potuto conoscere loro e la loro famiglia.Mi mancheranno le foto dei tramonti che facevi da casa tua e non solo… e mancherai a tanti…
Alberto Guarnieri

Sei stata per me una mamma che mi ha coccolato in uno dei momenti brutti della vita dove si perde una mamma. Abbiamo passato dei bei momenti insieme alle feste anche di compleanno a Cesenatico. Per non parlare dell’ultimo dell’anno fatto nel 2019 e che è stato proprio l’ultimo ma è stata proprio una bella festa perché ero venuto con i miei amici di comunità e con Andrea che ti avevo fatto conoscere. Sono di poche parole ma prometto che ti verrò a trovare quando passo anche dalla mia mamma.
Antonio Di Cataldo
Quando le persone a cui si vuol bene volano via, una parte di loro resta confinata nel proprio cuore. Il ricordo del suo sorriso, del suo sguardo, del suo profumo, della sua risata sono cose che rimarranno per sempre impresse nel mio cuore. Il mio è un arrivederci per gli amici a cui voglio bene, mia cara Marilena, non è un addio; Anche se non sarai piu’ fisicamente con me ci sarai per sempre nel mio cuore. Ricorderò il tuo sorriso, la tua forza, la tua gioia: tutti tuoi doni che porterò nel mio cuore e mi aiuteranno a sperare e sapere che sei sempre con me. Il tuo sorriso e la tua dolcezza sono per tutti noi un dono prezioso. Buon viaggio Marilena e ti immagino con tutti gli amici di Fede e Luce a far festa!
Filomena

Marilena scrisse per me una poesia:
Chiccolino dove stai?
Sotto terra non lo sai?
E li sotto non fai nulla?
Dormo dentro la mia culla.
Dormi sempre ma perché?
Voglio crescere come te.
E se tanto crescerai, chiccolino che farai?
Una spiga metterò tanti chicchi ti darò!
Non mi ricordo quando è stata la prima volta che ti ho conosciuto e rimpiango un po’ di non averti visto ancora un’ultima volta. A volte la vita non va proprio come uno la vorrebbe. Anche più di qualche volta. Con papà è successo un qualcosa di simile. Avrei voluto e ancora lo vorrei, averlo salutato una volta. Mi sarebbe bastato. Non lo so. Con i se e con i ma difficilmente la vita la si vive. Sarà l’aura che circonda lo stesso anno di nascita che vi accomuna. Di una cosa sono certo. Mi hai accolto e mi sono sentito come a casa. Come se fossi una seconda mamma. Abbiamo condiviso al di là di tanti momenti gioiosi e meno, in compagnia e solo noi, feste, risate, merende, passeggiate, svariati Cesenatico, alcuni pellegrinaggi e tantissimi pomeriggi in questi ultimi 20 anni.
Ma soprattutto abbiamo condiviso Massi, anche se con ruoli diversi. Questa condivisione ha un valore umano impressionante e di questo te ne sono grato. Così come anche tu orgogliosa, semplice ma determinata hai sempre cercato di mettere Massi nelle condizioni migliori in un mondo in cui ancora oggi spesso la parola inclusione è abusata e non è tradotta in fatti. Nel vuoto che già inizia a bussare alle porte del cuore, so che un domani ci rincontreremo e potremmo ancora chiacchierare e condividere nuove emozioni, ridendo alla grande vedendo magari qualche piccolo/a con pannolino in spiaggia quaggiù.
Intanto abbracciami Luigi che ho conosciuto per poco tempo e salutami papà che ho conosciuto anche lui per poco tempo e di cui inizio a perdere i ricordi. Per Michele non ti preoccupare. Non mi sono dimenticato di lui. Un altro grande dono che ci hai fatto.
Grazie Marilena.
Claudio Spinelli
Cara Marilena sei stata la mia cara amica da sempre, dall’anno 1966 abbiamo condiviso tante cose cresciute insieme, nella chiesetta in legno dov’è don Sandro ha iniziato il suo percorso in Gratosoglio poi nel prefabbricato e nell’attuale chiesa.
Abbiamo fatto catechismo insieme ai bambini per 20 anni. Legate a Fede e Luce come genitore ed amici. Le vacanze fatte insieme a Bassico per diversi anni, le belle passeggiate nei boschi a respirare la natura salutare e a pescare con Luigi e Massimo al laghetto vicino a Clusone. Resteranno sempre in me questi bellissimi ricordi sarai sempre nel mio cuore.
Giuliana Gasparini

Ciao Marilena il tuo soggiorno su questa terra è terminato ora con tuo marito potrai essere vicina ai tuoi figli e vegliare su di loro. Ho conosciuto la tua famiglia in una lontanissima castagnata. Ricordo le tue telefonate verso le ore 14 che terminavano sempre con «grazie per avermi ascoltata». Conservo i manufatti che mi hai regalato. Quando entravo in chiesa con Massimo sembravi una regina. L’ultima volta che ci siamo sentite mi hai detto che adesso era Massimo che si prendeva cura di te.
Rosa delle Noci

Marilena è stata un mio punto personale di riferimento. Una persona con la quale si poteva parlare. Le piaceva partecipare. Era presente e attenta. L’ho conosciuta nel ‘91 in occasione di Lourdes 91 . E da quella data, insieme con i miei genitori, è stato il punto di partenza per conoscere lei e, soprattutto, lo spirito di Fede e Luce.
Elvira Aceto
Marilena e Luigi sono stati capaci di porgere Massimo come un grande dono. L’hanno sempre presentato alla comunità cristiana e di Fede e Luce come una presenza preziosa e delicata della loro famiglia. Questo non è da tutte le mamme. Attenta non solo a Massimo ma a tutti i ragazzi, sapeva di tutti di cosa avevano bisogno. Ha fatto parte anche dell’equipe di Gratosoglio sempre presente, faceva sapere il suo punto di vista su qualsiasi cosa, con consigli e suggerimenti preziosi. Molto attivi sia Marilena che Luigi nella vita della parrocchia in oratorio, in teatro, e in Fede e Luce, venivano sempre agli incontri si davano un gran da fare per tutti.
Liliana

Grazie Marilena per avermi fatto conoscere Fede e Luce; mi hai fatto entrare nel gruppo mi dicevi «Vieni, vedi, prova… poi vedrai che ti troverai bene e non andrai più via». Infatti è stato proprio così. Una volta entrata mi sono trovata bene, ho fatto tante amicizie e tutt’ora vengo agli incontri con mio figlio Marco e con mio marito Oscar. Una gran bella famiglia.
Martina Tempera
Grazie Marilena per il tuo saperti prendere cura delle persone che ami. Di te ricordo il sorriso aperto e fiero, la tua sicurezza, la determinazione nel perseguire quel che desideravi e anche le puntualizzazioni quando qualcosa non ti pareva giusta o buona. Grazie per il tempo condiviso, le partite a bocce sulla sabbia, le risate e le battute che restano nostri segreti. Sapevi fidarti degli amici e affidarti a Gesù, compagno del tuo cammino ogni giorno.
Angela Grassi





