Il mio ritiro spirituale a Morlupo
di Valeria Antonucci
Sabato 27 giugno 2026 sono arrivata al Convento di Santa Maria Seconda, in via San Francesco 707 a Morlupo, per l’ora di pranzo insieme a Laura, Raffaele (simpaticissimo giardiniere di 57 anni) e Antonietta. Abbiamo pranzato al sacco e poi fatto un primo cerchio di benvenuto. L’accoglienza di Padre Mariano è stata immediatamente gentile e simpatica.
Verso le 15 abbiamo iniziato un secondo cerchio dedicato all’accoglienza verso noi stessi, durante il quale è stato letto un frammento di Isaia 43, con la frase che mi ha colpito di più: «Tu sei prezioso ai miei occhi», poiché ha un valore a prescindere da quello che facciamo.
La cena è stata un momento conviviale: ognuno di noi ha fatto la sua parte (io ed altri due membri della comunità Fede e Luce De La Salle ci siamo occupati di apparecchiare) ed abbiamo parlato del più e del meno e delle attività che saremmo andati a fare nel corso del weekend. Durante la Veglia delle 21:00 / 21:30 abbiamo ascoltato a turno le nostre musiche preferite ed io ho deliziato gli altri presenti con una delle perle del mio repertorio, ma abbiamo anche visto un filmato sulle origini di Fede e Luce (Francia, 1971). Durante la visione, Nanni ha raccontato di sua sorella Maria Francesca, figura centrale e fonte di ispirazione per il movimento, mancata a sedici anni, il che ha commosso molti dei presenti.
Domenica 28 giugno, dopo la colazione, abbiamo iniziato con un cerchio in cui abbiamo letto un passaggio della Lettera ai Romani sull’accoglienza verso gli altri. Mi sono commossa ricordando un mio amico scomparso il 10 febbraio a causa di un tumore.
Alle 11:30 abbiamo partecipato alla Messa nella chiesa del Convento, e noi della Comunità Fede e Luce – La Salle ci siamo sentiti particolarmente vicini a Dio. Dopo il pranzo delle 13:15 e il breve relax delle 14:30, verso le 17:00 siamo usciti dal Convento per una gita in battello sul Tevere, nella Riserva Naturale Tevere Farfa, dalle 18:00 alle 19:00, osservando uccelli e piante acquatiche. Abbiamo anche incontrato una famigliola di cinghiali, con cui abbiamo finito per fare quasi amicizia.
La cena all’agriturismo Ecoturismo Tevere Farfa è stata conviviale e serena: chiacchiere, qualche scherzo, un clima disteso. Siamo andati a dormire prima del solito, tutti un po’ provati dalla gita.

Chiostro del convento santa Maria Seconda a Morlupo
Lunedì 29 giugno, dopo la colazione, abbiamo fatto un ultimo cerchio con la lettura di un passaggio dal Vangelo di Matteo — «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» — e uno dall’Apocalisse. Poi abbiamo completato il diario di bordo della Comunità, dagli albori fino a oggi.
Abbiamo pranzato alle 13:00, e verso le 16:20 abbiamo salutato il frate Mariano. Il rientro è stato leggero, con quella gioia tranquilla che arriva dopo giorni vissuti bene. Nel weekend mi sono divertita, nonostante il caldo che ha reso il tutto più complicato. Ho rivisto gli amici della Comunità e conosciuto Lorenzo e Suor Paola, subito simpatici e presenti domenica.

Er primo week end de comunità a Morlupo
di Paolo Catapano
Se riunimo da circa un anno
Quanno San Gregorio avemo lassato
E direi con poco affanno
Na nuova comunità avemo fondato
Ma c’avemo pure un nome
San Giovanni Battista de la Salle
È un po’ lungo e chi ci chiede «Come?»
Dai tranquillo, chiamace «Torrino» o «La Salle»
Dopo che co suor Paola al Santa Chiara avemo ospitato
Li vecchi amici de San Gregorio
Li maghi de l’equipe hanno pensato
De fa un primo weekend de comunità in un dormitorio
E così er ventisette de giugno semo partiti
Non tutti, chi poteva e pure 4 ospiti
Bene organizzati, co Nanni pure li spartiti
La spesa, le brochure e la divisione dei compiti
Un frate un po’ bizzarro c’ha aperto e se ne annato
Er monastero de Santa Maria Seconda
Se semo chiests, ma nessuno ha indovinato
Ma Santa Maria… de che seconda?
Er posto, granne e un po’ isolato
Co splendida vista sur Cimitero de Morlupo
Tutto pe noi er frate c’ha lassato
E nun c’ha detto state attenti ar lupo
Er lupo in questione non era n’animale
Anche se ner sonno pareva un mostro
Era er caldo nelle stanze da clima equatoriale
Che ha disturbato parecchio er sonno nostro
Però questa è stata la sola nota non lieta
De un weekend de n’intensità stratosferica
Dove ognuno de noi se po’ dire ha fatto meta
Raggiungendo vette d’emozioni che manco in teleferica
A magna’ come ar solito nun se famo parlà dietro
Granni chef a turno, là in cucina
E la circonferenza de la panza è aumentata de un metro
Anche co la cena all’Ecotrattoria
Da nun dimenticare er giro in barca
Sur bionno Tevere all’Oasi de Farfa
Aironi, garze e volatili di ogni specie e marca
E infine li cinghiali all’Agriturismo de Farfa
Struggente ed emozionante er video de Nanni
Sulla storia de Fede e Luce e della sua famija
Me emoziona pensa’ che anche dopo tanti anni
Pe lui Chicca, Mariangela e tutta Fede e Luce so na sola famija
Quanno domenica Lorenzo e suor Paola so arrivati
Dopo l’abbracci e er cerchio cor tema de l’accoglienza
A messa dar bizzarro frate semo annati
E avemo ascoltato na mezz’ora d’omelia co pazienza
Insomma, è stata na tre giorni molto intensa
Ma se devo pensa’ ai mejo momenti
Li scambi m’hanno dato un’emozione immensa
E i pianti c’hanno reso più contenti
Perché ognuno s’è sentito accolto
Mettendo a nudo la propria fragilità
E lo spirito de comunità è cresciuto molto
E semo tutti tornati a casa in serenità

Temperatura? Quel tantino sopra la media…
di Cristina Tersigni
Santa Maria in Seconda? Al massimo in prima, con il caldo che ha fatto! Ma non scherziamo troppo: il nome corretto del bel convento che si trova accanto al cimitero di Morlupo è dedicato a Santa Maria Seconda. Grande il dibattito: seconda a chi? Forse era una delle Marie che seguivano Gesù e non proprio sua madre? Non si capisce. Ma ancora non avevamo digitato su Google (cosa che farà suor Paola al suo arrivo tra noi).
Ma che siamo andati a faire a Morlupo? La nostra comunità di Fede e Luce “in prova” ha organizzato il suo primo fine settimana! Quindi:
- Nome: fatto. San Giovanni Battista de La Salle (il titolo della parrocchia che ci ospita al Torrino).
- Fine settimana: fatto. Non proprio in quanti pensavamo, e speravamo, ma in 19 e 4 ospiti non eravamo neanche pochi.
- Responsabile: da fare! All’inizio del prossimo anno. Dai ce la faremo!
Per ora sono ancora io la referente, Cristina. Ero responsabile insieme a Carla della comunità di San Gregorio. Lì, constatato il numero alto di membri, abbiamo pensato di moltiplicare la comunità: un gruppo di noi (Maurizio e famiglia, Federico e famiglia, Antonietta) insieme ad alcune persone del già gruppo di Santa Melania, ormai chiuso, ha fatto la forza. Un anno di cammino insieme si è appena concluso con la due giorni più calda dell’anno (almeno fino ad ora). Passarlo insieme fuori Roma è stato un vero privilegio.
Chi eravamo
- Maurizio, Alejandra, Mara e Paolo: Una famiglia attiva da Brancaccio a presepi viventi passando per parrocchia, cori, calcio e palchi… ma come fanno a venire anche a Fede e Luce? Eppure sono qua e ci vogliono bene: una certezza.
- David, Federico e Maria Elisa: Altra famiglia. Se Maria Elisa si commuove alla fine è perché ci vuole bene. Tanto! Federico, il cui sorriso è una necessità strutturale, è stato un po’ meno serio solo quando ha capito di aver perso il controllo del suo drone sul tetto del convento! Neanche per la doccia chiusa si era rabbuiato… E David? La calma fatta persona. Altra certezza.
- Antonietta: una comunicatrice che te la raccomando, attenzione ai momenti che «devo starmene un po’ tranquilla» però.
- Nanni e Cri: Coppia dal millennio FL precedente. Ancora qui? Ci sarà un motivo! Seguitevi la veglia.
- Valeria: orecchio assoluto, voce e interprete emozionante, antenne del cuore alla massima potenza.
- Margherita e Raffaele: Mamma e figlio, sottovoci incantevoli. Vengono da lontanissimo per stare con noi: un Cotral ci separa e ci unisce per gli incontri mensili. Che fedeltà!
- Laura (+ Lorenzo per domenica): ma i figli adolescenti che fai li lasci soli? Da ex Santa Melania a neo De La Salle… premio ritorno al futuro! Il cimitero fuori dalla finestra? Una meraviglia ai suoi occhi! Decisamente, sa vedere oltre.
- Raffaele: anche lui ritorno al futuro 2. Attenti ai suoi abbacci stitolanti

Ma non ci bastavamo, così abbiamo invitato:
- Stefano 1: ha visto gli albori di Fede e Luce, ora condivide con noi superbe scarpette e battute portentose. Improvvisatore seriale di seconde voci anche ad ogni tipo di canto.
- Stefano 2 (in ordine di età): una vera e propria spalla, bravissimo ad informarsi in rete su tutti i dubbi o gli oggetti o i cibi della vita. Ma anche un angolo di riposo al cerchio per chi proprio non ce la fa a tenere gli occhi aperti dopo una serata di festa con gli amici. Uno che sparisce come un mago. Capirete poi.
- Antonio e Maria: figlio e mamma. Che state a fare a Roma il fine settimana? «Ma perché vuoi separarmi dalla mia comunità?» «Ma chi ti vuole separare? Vogliamo solo passare insieme a voi il fine settimana…» Dai, alla fine è venuta. Antonio dorme con Nanni e Maria con Cri. Nulla da eccepire, se non ricordo male.
- Suor Paola: abbiamo vinto, almeno per la domenica, contro la madre generale in visita (nulla di personale, ci mancherebbe). Con Lorenzo ha affrontato il caldo estremo per uscire dalla città e guadagnare un posto al cerchio. Da lì sa condurci in quegli angoli di amor divino che non sempre siamo in grado di veder da soli. E pure Antonio, che dice in genere solo grazie per dire che si è stufato e che potremmo anche chiuderla lì, comincia ad interloquire a tono, sembra proprio per vagliare quegli angoli di cielo.
Cosa abbiamo fatto
Valeria lo ha definito un ritiro spirituale. Per tutte le cose importanti leggete il suo articolo, decisamente più preciso del mio. E lo stornello di Paolo, pieno di emozioni, colori e lacrime. Aggiungo solo che buona parte del week ed, oltre ai cerchi e alla veglia per la condivisione personale e spirituale, è stata dedicata a lavorare insieme: in cucina, intorno ad un diario di bordo da decorare, al tavolo da apparecchiare, alla colazione da preparare e ai piatti da lavare. Ce la siamo cavata bene.
Al piano terra con le porte e le finestre chiuse si resisteva… a parte che in cucina: effetto spa, soprattutto con due forni accesi e le finestre chiuse per le zanzare pronte all’assalto.
Da ricordare
La gita sul battello («Sulla stessa barca!»)
Per fortuna la signora del parco naturale ha consigliato di posticipare di un’ora il giro. Caldo faceva lo stesso ma era un pochino più sopportabile. Il fiume Tevere come non l’avevamo mai visto. Hanno animato la nostra navigazione aironi cinerini, garzette e troncodrilli (un bimbo in gita con la classe, non vedendo traccia dei famigerati coccodrilli teverini annunciatigli dal nonno, se li è fatti a misura di tronco galleggiante… da La guida di Bordo).
Dall’alto, il castello di Nazzano ci seguiva silenzioso e ispirava Stefano 1 con la battuta del giorno: «S’annamo a ‘nazza’!» pensando preoccupato – non solo lui – alla strada decisamente impervia che ci aveva portato all’attracco del battello.
Padre Mariano
«Una parola è poco e due troppe» sentenzia qualcuno dopo i primi saluti. Ma, nonostante le defezioni, ci lascia padroni del convento (aria condizionata a parte). E risponde prontamente ad ogni messaggio, anche quello in cui chiedo notizie sulle docce al piano terra… «Domani!» (…oddio, chi lo dice ad Antonietta e Federico? Eroi della resistenza in una giornata così). Valeria lo ha colto come «gentile, simpatico e accogliente». Sull’altare, un’altra persona. È proprio vero che non si vede bene che con il cuore e io, evidentemente, ancora non ne sono capace!
Le cosce di pollo
Primo turno di cucina, le cose partono serie, cucina tipo brigata francese. Mara chef, Margherita sous chef, Alejandra e Stefano 1 chef de parties ai contorni. Non contenti di dover preparare la cena, lavano tutto il lavabile di stoviglie, per usarlo con tranquillità. Nel lavandino finiranno però anche le patate che, già in forno, si sono spolverizzate di residui di bruciati vecchi. E le cosce, ripassate poi con limone. Per la cronaca, Alejandra lo sapeva che era ora di girarle quelle cosce! Perfette, crosticina a puntino.
“Lascia che io sia”
Nel chiostro, la sera, dopo un po’ di canzoni arriva questa di Nek, il cantante preferito di Antonio che la canta come mai l’ho sentito fare: un momento magico alla Pietro Bigari che canta Luna. Daje Antonio!
Il cartellone dei turni
Preparato da Margherita che non è potuta venire, è stato astutamente (da me medesima) attaccato alla porta della stanza (unica con aria condizionata) sul lato esterno. Ma noi siamo riuniti dentro… Bisogna star fuori per leggerlo… beh dai, almeno è un punto di riferimento nel girare per il lato giusto del chiostro. La cosa bella è vedere David e Maria Elisa, davanti a quella porta, mettere alla prova anni di unione coniugale nel decidere: chi è oggi di cucina? E di apparecchio? Per fortuna c’è Stefano con la sua spalla. A proposito…
Stefano scomparso
Attenzione attenzione ce lo siamo perso. Stefano dove sei??? Ma stava qua… ti giri un attimo e …puff! Per cinque minuti, appena scesi dal battello. Ce li ricorderemo. Io già me lo vedevo a sguazzare tra gli iris delle rive, aggrappato al troncodrillo. Quanto può essere veloce quando vuole? Invece voleva solo raggiungere a piedi l’agriturismo! 800 metri in salita neanche poco ripida (quella che preoccupava Stefano 1). Ne aveva fatti almeno 150 ma c’era una curva e non lo vedevamo più. Manco rispondeva al telefono. Un messaggio in effetti me lo aveva mandato, ma a Fede e Luce il telefono me lo dimentico! Mi devo ricordare: Stefano scrive, non avvisa a voce.
Il drone sul tetto che scotta
Nel suo primo volo del fine settimana – mannaggia a me che ho insistito per una ripresa come mai ne avevamo fatte prima – dopo alcuni giri, sali e scendi interessanti, una gronda l’ha preso e imprigionato. Chissà se qualcuno potrà andare sul tetto a recuperarlo! Padre Mariano pensaci tu!!!
Quelli che non sono venuti
Vi abbiamo pensato e ci siete mancati! Un’attività (ringraziate David) l’abbiamo serbata proprio per l’occasione in cui saremo i 30-40 cui ci siamo abituati negli incontri di quest’anno. Contiamo su di voi!
Il mistero di Santa Maria Seconda
Ha scoperto suor Paola su Google (confermato – ma bastava andare alle fonti, il quadro, e metter gli occhiali per leggere l’iscrizione sotto) che l’aggettivo si riferisce alla seconda immagine della Madonna attribuita a San Luca. Il mistero dell’apposizione è finalmente sciolto.
Accogliere… per una vita nuova
Il tema scelto per la due giorni. Ci siamo trovati e ritrovati, accolti e riconosciuti. Misurati con le nostre temperature, al di là del caldo meteo. Ora siamo in cammino per scovare il nuovo promesso da Gesù in tutti gli incontri che Dio vorrà donarci, nell’amore suo certo e pieno verso di noi, preziosi ai suoi occhi, ognuno così come siamo.
Grazie a chi è arrivato fin qui. Alla prossima!




