Bicoca della sera

Le impressioni di Giovanni e Paolo sul campo di fine luglio a Bicoca, di appunti perduti e volti che rimangono, con la gioia di scoprire mondi nuovi.

da | 3 Ago, 2026 | Campi, Campi 2026

Io sono contento di andare alla Bicoca

di Giovanni Grossi

Quando ho saputo che, potevo andarci a luglio non mi pareva vero, io ho visto che non conoscevo tutti, alcuni sì altri no, che sono andati ovunque. Il primo giorno sono stato con Paolo che mi ha aiutato a fare un resoconto, io ho perso il foglio che rappresenta il tema del campo su Frozen. Dal meteo e da tutti i particolari, poi giorno per giorno ho seguito il significato che veniva dato a ogni giorno, io non so dare a quello che si dice, Frozen ha dato un modo sul freddo e ci sono vari dal nome della magia e trasforma il castello in ghiaccio e dal ritrovare la sua amica e dal personaggio di Elsa e da Kristoff che sta con loro. Io ho seguito tutti i momenti che stanno assieme, io non adoro il cartone che sta in un modo particolare.

Bicoca (VT) 2026 momento di  drammatizzazione

Frozen in scena, sul prato di Bicoca

Il meteo del giorno dopo, più che altro è di 35 gradi tutta la settimana, il tema del campo è su Frozen un cartone animato rappresentante Anna che tramuta in ghiaccio e mentre arriva trasforma tutto quello che trova, intorno a quello che c’è in un castello di ghiaccio e non è sola lei ha una sorella di nome Elsa che è chiusa dentro. Oltre a loro c’è Kristoff e altri. Due sorelle hanno un dono, salvare la sorella, il segreto scoperto e l’inverno infinito, in viaggio nuovi amici per un’ unica avventura, il castello di ghiaccio e un dono che fa paura, un gesto d’amore vero, torna l’estate torna la festa, quello che mi è piaciuto è la salvezza.
Tutti hanno detto una parola che non ricordo. Quello che mi piace è il tema del campo, è bello non saper come si fa a farsi rispettare.

Spunti da “Bicoca della sera”: bollettino speciale quotidiano con i fatti del giorno, le attese per il successivo e le interviste per conoscere i partecipanti al campo. Ideato e organizzato da Giovanni e Paolo. A seguire contributi foto, audio e video!

Bicoca della sera, leggi qui un estratto del quotidiano di Giovanni e Paolo.

Le voci dalla Bicoca:

Come tradurre in parole tanta suggestione?

di Paolo Moro

Ho partecipato per la prima volta a un campo di Fede e Luce. Eravamo all’agriturismo Bicoca vicino a Viterbo. Molte cose mi hanno colpito.
Ho pensato che forse per me era giusto scriverne. Si sa, a volte solo così riescono a uscire certe parole, idee, emozioni. Nella settimana che ho passato lì, quello che potrei chiamare l’io corrente, ha avvertito una forte e anche frequente sorta di suggestione. Come tradurrei questa suggestione con parole scritte?
Forse con una delle espressioni più semplici che conosco, molto usata dai bambini, un’esclamazione del tipo… oh! Che bello!
L’ Oh che bello… arrivava come una specie di brezza che mi avvolgeva sorprendendomi, donandomi una sorta di abbraccio, di sollievo, di affettuoso ristoro.

Ho visto persone che con gratuità, umanità, capacità ed impegno si prendevano cura di altre persone in tantissimi modi. Che bello!
Ho visto e sentito vicinanza vera, nei bisogni e nelle condivisioni. Che bello!
Ho vissuto vita concretamente comunitaria. Che bello!
E poi ho visto, vissuto e condiviso diversità, sofferenze, emozioni, aiuto… ma questo rischia di essere solo un elenco di parole che non rende il giusto omaggio…
Allora scrivo di certi momenti che le foto non catturano fino in fondo.
Ho visto pezzi di teatro partecipato, comunitario, sentito e meravigliosamente improbabile. Che bello!
Ho visto quotidiani cerchi umani accarezzati dalle canzoni condivise, dalla voglia di stare insieme anche scambiandosi riflessioni. Che bello!
Ho sentito la forza, il richiamo e l’ attesa che tutto questo provoca. Che bello!

E non posso non aggiungere frammenti di grazie a…
Federico e alle sue lacrime di emozione forte mentre canta nel momento del Karaoke.
Monica e la sua risata appassionata che trascina le danze scatenate attorno a lei.
Giulia e il suo linguaggio cantato con voce soave.
Marco e la sua poca voglia di andare a dormire senza dell’affetto intorno.
Caterina e il suo essere se stessa con decisione.
Cristina e il suo essere se stessa con indecisione.
Paolo e la sua volontà di esprimere e comunicare il suo sentire.
Manlio e la sua capacità di ridere con i dialetti di mezza Italia.
Giovanni e la sua calma rassicurante.
Stefano e la sua urgente necessità di confronto.
Tutti insieme ad affrontare le diversissime salite, ognuno ingranando la sua personale marcia.

Accolti e accompagnati da amici che io ho trovato dotati di illuminata umanità, semplicemente bravi in maniera straordinaria. Capaci di prevenire e contenere crisi con la forza della sensibilità, di prendersi calci con la pazienza e il coraggio dell’amore, di dare le giuste parole a chi non ne aveva, di voler condividere vita anche quando non è semplice, mettendo insieme anche generazioni e bisogni diversi, tra un piatto da lavare e uno da servire.

Questo in un periodo di ferie, di proprio tempo libero e disponibile.
Quindi grazie a Fede e Luce che non conoscevo e non credo di poter dire di conoscere. Anche per questo mi piace ringraziarla. L’idea di andare in vacanza e stare insieme a persone che da sole rischierebbero di non andarci è semplice, complicata e potente. Che bella!

La sensazione che mi ha regalato questa esperienza la sento vicina al che bello che vi dicevo, all’acqua bevuta dopo una grande sete, al sapore buono, semplice e vitale del pane, al riposo dopo la fatica, all’abbraccio dopo la lontananza, alla cosa giusta dopo tanti errori, alla doccia calda e alla zuppa bevuta al rifugio dopo la lunga camminata in salita e al freddo sulla neve.

La zuppa di Fede e Luce non sa di orzo e fagioli perché ha altri ingredienti…i suoi ingredienti per me sono più o meno quelli elencati disordinatamente sopra. Uscendo dalla metafora alimentare scomoderei un altro elemento base che ho sentito arrivarmi addosso; proprio base base. È la sensazione di essermi immerso e aver convissuto con uno dei possibili sensi da dare alla vita. Uno dei più preziosi. No, non roba da poco.
Che bello! Grazie.

A Giovanni
Le tue parole non hanno fretta
Escon solo se vestite a festa
La tua dolce calma ha valore
Sembra dirci: tranquilli, so volare.

Serata di festa al campo

Serata di festa al campo

Canti insieme

Canti insieme

Al cerchio del mattino

Al cerchio del mattino

Facce buffe

Facce buffe

foto di gruppo a Villa Lante a Bagnaia (VT)

In visita a Villa Lante a Bagnaia (VT)

Foto di gruppo con magliette del campo

Foto di gruppo con magliette del campo

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