In questi giorni, siamo in molti a seguire le notizie dal Libano perché vi abbiamo degli amici e della famiglia, come voi, cari fratelli e sorelle delle comunità Fede e Luce. Posso immaginare la vostra paura e la vostra insicurezza, la vostra frustrazione e la vostra rabbia, ma conosco anche voi e conosco il vostro coraggio. Uno dei simboli più importanti del vostro paese è il cedro, che compare già nei racconti biblici e simboleggia la forza, la grandezza spirituale, la dignità e il coraggio. Voi siete così, ma ci sono eventi che scuotono perfino i valori di un albero storico come il cedro.
La fede è come una roccia solida a cui ci si aggrappa. Dio è immutabile e rimane sempre accanto a chi lo invoca, anche quando non percepisce la Sua presenza.
Il Suo Spirito è inviato nei momenti di grande bisogno, in mezzo alle più grandi difficoltà. Perché nulla e nessuno può separarvi dall’amore di Dio, cari fratelli e sorelle del Libano, né il dolore, né il peccato, né la morte stessa. Infatti, Dio posa i suoi occhi e il suo cuore di padre e di madre misericordioso sui suoi figli e sulle sue figlie che soffrono di più, che hanno più bisogno di lui, come farebbe un buon padre o una buona madre.
Prego per voi e con voi. La guerra e la violenza, per quanto potenti, non sono più forti dell’amore di Dio per il suo popolo. Che l’odio non alimenti la vostra esistenza, né il desiderio di vendetta, ma che la gioia profonda di essere amati sia al di sopra di tutto. Le vostre comunità Fede e Luce sono dei fari, che offrono punti di riferimento preziosi e chiari nel cuore della tempesta.
Un po’ più di sei anni fa, sono stato eletto coordinatore internazionale in Libano, e da quell’assemblea generale il Libano resta sempre nel mio cuore, nei miei pensieri e nella mia memoria. La grande famiglia internazionale di Fede e Luce mi ha affidato la missione di servirla come coordinatore. Ho accettato questa responsabilità perché ho fiducia in Colui che mi ha chiamato e so che il Suo Spirito è là per ravvivare il cuore quando si spegne, portare la gioia quando la tristezza invade l’anima, o donare la pace anche in mezzo al conflitto. È questo che chiedo per voi e per il vostro popolo in questo momento. E unisco la mia preghiera a quella di tante comunità e di luoghi che affrontano anch’essi situazioni di guerra e di incertezza.
Che Dio sia la vostra speranza.
Uniti in Gesù.
Raúl Izquierdo Garcia
Coordinatore internazionale di Fede e Luce



