Innanzitutto, e con la realta che bisogna riconciliarsi. Siamo piu o meno in contrasto con essa, da quando non coincide piu con i nostri piani legittimi. La realta e questo bambino colpito nel suo corpo o nella sua intelligenza, un bambino non conforme a quello che avevamo sognato, che era, lui, pieno di vita e di risorse, capace di compiere tutto cio che gli eventi e i nostri limiti ci hanno impedito di fare nella nostra esistenza.
Il nostro bambino e li, diverso, deludente, ma persona unica, il cui destino e sospeso al nostro sguardo. Il richiamo del suo cuore fara sparire il fantasma che si interpone tra lui e noi e impedisce il nostro incontro?
La realta con la quale siamo anche invitati a entrare in armonia e il nostro entourage. Tutti i nostri cari: chi non ci sostiene quanto ne avremmo bisogno e chi ci ha piantati in asso; chi ci ha offeso e chi abbiamo offeso e che non osiamo piu guardare. E persino da lui che Gesu ci chiede di cominciare: “Se tuo fratello ha qualcosa contro di te, va’ a trovarlo…”. Ci dice anche: “Amate i vostri nemici, perche se amate i vostri amici, non fate nulla di straordinario, i pagani fanno altrettanto. Ma se amate i vostri nemici, sarete perfetti, come Dio vostro Padre…”.
Riconciliarsi con se stessi non e la cosa piu facile. Siamo cosi scontenti delle nostre debolezze, dei nostri limiti, dei nostri handicap, del nostro orgoglio, cosi portati a condannarci e a immaginare che la prova non sia che il prezzo delle nostre colpe… Bisogna imparare a sopportarci con pazienza come un “povero membro sofferente del corpo mistico”. E riconciliarci anche con le piccole risurrezioni delle nostre vite perche, a volte, siamo in un tale stato di broncio che non accettiamo il leggero miglioramento, il leggero progresso perche non e abbastanza totale e non e quello che aspettavamo.
“Se il tuo cuore ti condanna, Dio e piu grande del tuo cuore”. Accettare questa misericordia e questa tenerezza di Dio per noi… In definitiva, e con Lui che dobbiamo innanzitutto riconciliarci. Dio, abbiamo cosi facilmente la tendenza ad allontanarcene nel momento della prova come se ne fosse in fondo il responsabile. Bisogna che ci distentiamo. Distenderci in Lui. Perche e Lui che ci ha amati per primo ed e sempre Lui che ha l’iniziativa dell’amore e della riconciliazione. La sua pazienza e instancabile, ma per riconciliarsi bisogna che le due parti siano d’accordo. Bisogna dunque accettare il dialogo. Anche se e alla maniera di Giobbe, gridandogli la nostra angoscia, esalando la nostra amarezza. Dio si incarichera del resto. Un giorno ci fara capire che il nostro cuore e fatto per Lui e che non puo trovare la pace finche non riposa in Lui.
Riconciliarci con il nostro bambino cosi com’e, cosi come puo diventare. Con noi stessi, deboli, peccatori ma salvati e chiamati a essere santi se rispondiamo alla chiamata del Signore. Con la nostra vita che e, come quella di Gesu, segnata dalla morte e dalla risurrezione.
“Meglio accendere una lampada che maledire l’oscurita”, pagina 81



