Per la nostra riflessione, Ghislain du Chene
Abbiamo appena vissuto durante tutta l’estate le Olimpiadi di Parigi; sono stati dapprima i Giochi della XXXIII Olimpiade dell’era moderna dal 26 luglio all’11 agosto, poi i Giochi Paralimpici, ufficialmente i XVII Giochi paralimpici estivi, dal 28 agosto all’8 settembre. Sono stati fatti molti sforzi affinche il massimo numero di spettatori potesse assistere alle diverse competizioni di questi Giochi Paralimpici, sul posto o alla televisione. Sono stato colpito nel vedere che c’erano tanti spettatori (se non di piu, poiche il prezzo dei biglietti era meno elevato) negli stadi quanti ai Giochi Olimpici!
Ho cercato di immaginare il lavoro degli organizzatori per mettere insieme sportivi con disabilita che potessero avere le stesse possibilita di vincere; non si immaginano combattimenti di boxe tra una persona non vedente e un’altra senza braccia… E il risultato e che, a volte, ci si chiede se si stia assistendo ai Giochi Paralimpici o ai Giochi Olimpici, talmente le prestazioni vanno ben al di la di cio che si potrebbe immaginare.
Ho infine trovato la vera differenza tra i Giochi Olimpici e i Giochi Paralimpici: per gli sportivi dei Giochi Olimpici, c’e la vita con gli allenamenti per mantenere un buon livello di prestazioni per partecipare alle “prove” durante le competizioni, mentre per gli altri, le “prove” sono qualcosa di permanente nella loro vita. Ho anche constatato che non si usava l’espressione “vincere in poltrona” ai Giochi Paralimpici…
E poi ho immaginato, non vedendo persone con disabilita che conosco nelle diverse competizioni, i miei Giochi Olimpici personali e ho assegnato alcune medaglie d’oro:
Medaglia d’oro della gioia a tutte le persone con disabilita delle nostre comunita ex aequo. Mostrano cosi tanta gioia nelle loro prove e trascinano cosi tante persone con il loro entusiasmo che non si puo che essere ammirati e cercare di essere, come loro, gioiosi davanti alle cose belle della vita.
Medaglia d’oro della fede a tutti i genitori ex aequo. Sono sempre felici di ritrovare la comunita nella quale possono condividere le loro sofferenze e le loro difficolta, le loro gioie e la loro speranza.
Medaglia d’oro della luce a tutti gli amici ex aequo. Sono sempre li, senza far rumore, per scoprire il volto di Gesu e la sua presenza in tutti i nostri fratelli e sorelle, specialmente i piu deboli. Questa scoperta permette loro di accogliere le proprie ferite, la propria debolezza affinche in esse si dispieghi la potenza di Dio. Hanno anche la capacita di rivelare ai genitori i doni dei loro figli e di permettere loro di svilupparli.
Medaglia d’oro della fedelta a tutti gli assistenti spirituali ex aequo. Sono, per l’insieme dei membri della comunita, i testimoni di Gesu e ci ricordano regolarmente, con i testi della Scrittura, tutto cio che riguarda le questioni della debolezza, come questa parola di Gesu: Chi si fara piccolo come questo bambino, costui e il piu grande nel regno dei Cieli. E chi accoglie un bambino come questo nel mio nome, accoglie me. (Mt 18, 4-5).
Niente medaglie d’argento ne di bronzo a Fede e Luce, solo medaglie d’oro! Possiamo davvero fare nostro il grande motto delle Olimpiadi: l’importante e partecipare!



