In totale, 520 pellegrini delle tre province Fiume di Pace (Fleuve de Paix), Kimata e Mari e Vulcani (Mers et Volcans), insieme a delegazioni provenienti da Croazia e Slovenia, e ad amici della provincia Kimata giunti da Grecia, Cipro e Albania, hanno celebrato 50 anni di amicizia e di crescita spirituale.
Il tema che ha accompagnato questi giorni è stato «Ha fatto grandi cose per noi», e ogni giornata è stata ispirata dal Magnificat. Questo cantico di Maria è stato per Mariangela Bertolini, “la madre” di Fede e Luce in Italia, l’inizio di un cammino nato dalla grande fragilità di sua figlia Maria Francesca, detta Chicca, ma anche l’origine della fondazione di numerose comunità a Roma e in diverse regioni.
La storia italiana di Fede e Luce è iniziata con un altro pellegrinaggio, quello del Giubileo del 1975 a Roma. Un video ha ripercorso le tappe di questi cinquant’anni: i primi passi in Italia dopo Lourdes 1971, il cammino verso l’unificazione nazionale, la creazione delle tre province nel 2009 e il lavoro dell’Associazione nazionale Fede e Luce Italia.
Sono tanti i momenti da custodire nel cuore: una giovane con disabilità, Antonella, che danza il Magnificat durante il mimo (nel suo sguardo si riflette la dolcezza infinita dell’abbraccio di Dio); la rete con i nomi delle comunità di ieri e di oggi, portata fino al palco da persone con disabilità, genitori e amici; la veglia di preghiera con il mimo in forma di ombre cinesi nel Santuario di Pompei, meditando «i Misteri di Fede e Luce».
In Fede e Luce ci si sente a casa: si respira gioia e accoglienza, come testimoniano gli scambi festosi negli alberghi, i messaggi condivisi e l’entusiasmo dei giovani presentatori Marta, Angelo e Nicolò.
Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per la pastorale delle persone con disabilità, ha condiviso questa riflessione: «Solo il 25% delle famiglie di persone con disabilità ha amici. Voi siete campioni di amicizia. Dovete mostrare a tutti il vostro carisma. Per voi le persone con disabilità non sono da assistere, ma persone con cui condividere un cammino di fede. Avete il dono di interrogare le comunità cristiane, le parrocchie e le diocesi. Siate come una campana che annuncia: nessuno può essere escluso dalla tavola del Signore; impariamo a diventare comunità!»
Invitate tutti alla tavola della vita. Uscite dai vostri contesti, non abbiate paura: c’è un popolo di persone fragili che attende. Siate lievito che si mescola alla farina nuova, abbiate coraggio.
Raúl Izquierdo, nostro coordinatore internazionale, era presente con sua moglie Laura e ha raccontato come ha scoperto Fede e Luce all’età di 18 anni: «Con il passare degli anni ho scoperto un Dio che ama i più piccoli, un Dio plasmato nel fango dell’umanità. Fede e Luce mi ha aiutato a crescere nella semplicità, a custodire un cuore di bambino, a essere più consapevole delle mie fragilità ma anche delle mie capacità. Dio continua a servirsi di Fede e Luce per ricordarci che ama le persone al di là dei loro meriti e delle loro capacità».
Durante la messa finale, padre Benoît Malvaux, assistente ecclesiastico nazionale di Fede e Luce, ha riassunto il senso di questi quattro giorni: il Magnificat è stato come un filo conduttore, ricordandoci l’importanza dei più piccoli agli occhi di Dio. Maria ci accompagna nella fiducia in Dio e negli amici; molti genitori, alla nascita di un figlio con disabilità, si sono sentiti scelti da Dio. Anche Maria è stata scelta e guidata su un cammino che non avrebbe mai immaginato. A lei, presenza forte e discreta nelle nostre vite, affidiamo il nostro futuro.
Ecco alcune testimonianze dei partecipanti: «Sono venute persone da lontano per festeggiare un anniversario importante; è come essere a casa, perché ci si sente bene e felici», racconta Daniela della comunità di Rho (Milano). «È stata un’esperienza meravigliosa, ne è valsa davvero la pena», aggiunge Franco di San Giovanni Battista a Bari. Angela, di Roma, conclude: «Speriamo che Fede e Luce continui a vivere per altri 50 anni, o anche di più, perché siamo molto forti!»
I giovani partecipanti aggiungono: «Torniamo pieni di speranza, di gioia e ricchi di amicizia. Cantiamo ancora il Magnificat, perché il Signore ha fatto grandi cose per noi e attraverso di noi».
Angela Grassi
Vice-coordinatrice internazionale
(*) «I Misteri di Fede e Luce», meditazione proposta da Ghislain du Chéné, disponibile nell’intranet di Fede e Luce internazionale.



