Lettera da Lviv, Ucraina

Aggiornamenti da Ulyana sulla situazione in Ucraina

6 Aprile 2022
lettera-dall-ucraina-fede-e-luce.it

Caro Consiglio di Amministrazione del movimento Fede e Luce,
da 36 giorni l’Ucraina sta attraversando un’intensa fase di guerra. Due terzi del nostro paese si trova nelle cosiddette “zone calde”. Tutte le città vengono bombardate, di volta in volta. Negli ultimi tre giorni, le truppe russe hanno fatto saltare in aria le riserve di petrolio e gas nelle città di Lviv, Rivne e Lutsk, le regioni dove vive la maggior parte dei membri delle comunità.

In un rapporto dettagliato di Oksana Lipetska, la coordinatrice provinciale, si può vedere come solo un piccolo numero di membri delle nostre comunità è andato all’estero. La maggior parte è rimasta in Ucraina. Molte delle persone non comprende cosa potrà fare all’estero. Hanno paura di lasciare le loro case, non conoscono altre lingue. Penso che se partissero, si sentirebbero molto soli e si preoccuperebbero ancora di più per l’Ucraina. Finché i territori occidentali rimarranno più o meno sicuri (cioè ci saranno acqua, luce e prodotti disponibili) – credo che resteremo qui.

Le notizie che riceviamo dal fronte – molti hanno parenti a Kyiv, Kherson, Kharkiv e Mariupol – sono uno stress terribile per noi. Questo è un disastro che non avremmo mai potuto immaginare.

Credo che la maggior parte delle persone con disabilità non sia molto consapevole della complessità della situazione, ma stanno tutti pregando per la pace e la nostra vittoria. I genitori stanno pazientemente aspettando – quasi tutti i centri di riabilitazione sono chiusi. Tuttavia, grazie alla chiusura durante il covid-19, molti sono già abituati a stare a casa.

Ci sono storie di persone con disabilità che hanno iniziato ad essere più capaci di socializzare rispetto a prima. Per esempio, quando Julia sente un allarme, va nel rifugio, dove incontra i vicini e altre persone della casa. L’ansia la spinge a comunicare con le persone. Organizza giochi e gioca con i bambini. Un’altra ragazza, sempre di nome Julia, è volontaria alla Caritas. Aiuta a smistare i vestiti e a prendersi cura dei bambini.

Più difficile è per quelle comunità dove i genitori (mariti) e gli amici (ragazzi) sono andati in guerra. Le donne e i bambini rimasti a casa sono molto preoccupati e pregano costantemente. Le riunioni sono ormai solo preghiere. Pochissimi gli incontri.

Dall’inizio della guerra, il coordinatore provinciale ha organizzato preghiere online per tutte le nostre comunità. Per lo più si uniscono 20-30 persone dall’Ucraina. Nei primi giorni anche persone della provincia “Tra i mari” e dell’internazionale de “L’Arche”. Poiché questo ritmo giornaliero è abbastanza complesso, il piccolo consiglio della provincia Ucraina ha deciso di terminare queste preghiere su Zoom il 7 aprile.

È stata un’esperienza molto bella. Nonostante cercassimo di organizzare questa preghiera per le persone delle comunità ucraine, con il tempo, tutti gli ospiti hanno cominciato ad essere coinvolti e a leggere e cantare diverse canzoni. La traduzione è per lo più in inglese. È un peccato che non ci sia un colloquio con tutti. Ma, soprattutto, questi incontri-zoom per la preghiera, per la pace, voglio pensarli come un incontro internazionale della nostra grande famiglia. E sorridere di questo.

Fondamentalmente stiamo aspettando la vittoria. Speriamo molto che tutti i nostri fratelli e sorelle in Fede e Luce capiscano che non c’era motivo per questa guerra. Difendiamo noi stessi e vogliamo che gli occupanti se ne vadano! Capiamo che tutto è cambiato e non tornerà mai più come prima. Siamo molto tristi, perché la rabbia e l’aggressività verso la Russia è molto grande.

Ci eravamo abituati ma ora è divenuto proprio un abisso, una grande, grande, grande ferita. Tuttavia, crediamo che potremo vivere e vivremo come persone libere.

З любов’ю, Уляна \
Con amore,
Ulyana
Lviv (01/04/2022)

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