Nell’infuocato luglio le comunità La Vigna, Il Germoglio e S. Maria Di Piedigrotta si sono ritrovate per vivere l’esperienza del Campo.
Abbiamo riflettuto su un tema che ci è stato suggerito tramite il nostro coordinatore Gaetano Russo da Rosita Daddario.
Il tema era ispirato alla storia di Ortone, un simpatico elefante che nella giungla incontra dei minuscoli esseri invisibili a tutti che abitano in un fiore. All’interno del fiore hanno una vera e propria città con tanto di sindaco. Ortone è l’unico che può sentirli, mentre tutti gli altri animali della giungla no, e per questo lo prendono in giro, arrivando addirittura a picchiare l’elefante e a minacciare di friggere il piccolo fiore con tutti i suoi abitanti.
Ma ecco avviene qualcosa di magico: gli abitanti della città fanno tanto tanto rumore a cominciare dal sindaco che riescono a fari sentire anche dagli altri animali che decidono di credere ad Ortone e a protegge anche loro i piccoli Chi.

Nelle giornate trascorse insieme abbiamo preparato un mimo della storia che poi abbiamo presentato agli ospiti che sono venuti a trovarci l’ultimo giorno.
Abbiamo anche riflettuto insieme sul significato di questa storia e sono venute fuori molte cose interessanti… In comunità bisogna essere attenti a tutti.
La vocazione di Ortone che è l’unico a sentire e a proteggere i Chi deve essere come la nostra che dobbiamo essere fedeli alla vocazione e al dono di Fede e Luce
Alla fine della storia occorre fare tanto baccano per farsi sentire e c’è bisogno della collaborazione di tutti: anche Fede e Luce che è sempre una realtà molto piccola deve fare tanto rumore per farsi sentire nella società e nella Chiesa.

Viste le poche giornate passate insieme e la scarsità di energia disponibili per l’organizzazione, posso dire che la riuscita del campo e stata ottima. Siamo riusciti a far partecipare i ragazzi di Piedigrotta grazie anche alla presenza dei loro assistenti che si sono integrati e spero possono continuare a fare parte della Comunità.
Ed infine una riflessione personale: nonostante il passare degli anni e l’aumentare della fatica, devo dire che la sensazione che si prova a tornare al lavoro quotidiano dopo un campo di Fede e Luce è sempre “strana”, ovvero si ha l’impressione di essere un po’ fuori posto.

Di Maurizio Manca