Ogni anno, Aiuto alla Chiesa che Soffre (AED) organizza in Francia un evento chiamato «La Notte dei Testimoni». L’AED è un’organizzazione cattolica di aiuto, fondata nel 1947 per sostenere i rifugiati di guerra. Riconosciuta dal 2011 come Fondazione Pontificia, è al servizio dei cristiani di tutto il mondo attraverso informazione, preghiera e azione, ovunque essi siano perseguitati, oppressi o in situazione di precarietà materiale. È presente in 23 Paesi.
Partecipo regolarmente a questa serata, sempre molto toccante, e le testimonianze di coloro che raccontano la situazione vissuta nei loro Paesi mi colpiscono profondamente, perché so che, nei luoghi da cui provengono i testimoni, ci sono spesso comunità di Fede e Luce. Ho avuto persino la bella sorpresa, l’anno scorso, di ritrovarvi monsignor Samson Shukardin, già assistente spirituale della comunità del Pakistan.
So anche che, in tutti i Paesi in cui i cristiani sono perseguitati, ci sono famiglie con figli in situazione di disabilità e, per loro, questa è una doppia sofferenza. In questi contesti, sono spesso organizzazioni cristiane a venire in aiuto di tali famiglie. In Medio Oriente, in particolare, realtà come l’AED o l’Œuvre d’Orient sostengono centri di aiuto per persone con disabilità.
Durante la celebrazione di quest’anno, che si è svolta nella Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, ho avuto anche la gioiosa sorpresa di ascoltare un canto, «Venite, benedetti del Padre mio!», composto da Grégoire François-Dainville, direttore generale della Fondazione Jérôme Lejeune, un’altra organizzazione ben conosciuta da Fede e Luce. Ricordo ancora la conferenza che il professor Jérôme Lejeune tenne a Lourdes a Pasqua 1991, in occasione del ventesimo anniversario di Fede e Luce: la sua voce indimenticabile risuona ancora dentro di me.
In questo canto, in cui si possono ascoltare parole come «voi, i più piccoli e amati da Dio» e «voi che si esclude e tutti coloro che si uccide», comprendo che i perseguitati del nostro mondo formano un’unica e purtroppo troppo grande famiglia.
È importante intessere buone relazioni con tutti coloro che operano instancabilmente in soccorso dei cristiani minacciati in tanti Paesi del mondo: i membri delle nostre comunità ne saranno i primi beneficiari. Oltre alle tre organizzazioni già citate, possiamo ricordare – per la Francia – anche le MEP (Missions Étrangères de Paris) e Fidesco (Comunità dell’Emmanuel).



