Le comunità Fede e Luce ci chiamano a crescere. Le persone con disabilità ci spingono ciascuno, con o senza disabilità, ad andare dall’egocentrismo al dono di sé, dal senso di colpa al riconoscimento dei nostri limiti, delle nostre debolezze, della nostra vulnerabilità, e a scoprire sperimentando che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri. Allora i nostri cuori si trasformano, le divisioni scompaiono, i ghetti si aprono.
Fu così per Victor. Quando venne per la prima volta nella comunità con sua madre, era ossessionato dal suo sacchetto del picnic. Ci vollero tutti gli sforzi della sua mamma e di due giovani per impedirgli di divorare tutto prima dell’ora del pasto.
Quando sua madre parlava di Fede e Luce, lui rispondeva immancabilmente “picnic”. Rimase a questo stadio per un certo tempo, fino al giorno in cui, quando sua madre evocò Fede e Luce, pronunciò la parola “amico”. E poi, meraviglia per la sua mamma quando, parlandogli della comunità, lo sentì dire “Gesù”.
Picnic, amico, Gesù…
Che cammino!
Mai più soli, l’avventura di Fede e Luce dal 1971 ai nostri giorni. Edizione tascabile, pagina 147.



